Le altre appendici si consultano per argomento. Questa si consulta per problema: hai una traccia aperta, qualcosa non va, e non hai voglia di studiare — vuoi sapere dove guardare. Trova il sintomo nelle tavole che seguono, leggi le cause in ordine di probabilità, applica l'azione, e se serve vai al capitolo indicato. È il pronto soccorso del libro.
Nessun prerequisito: si usa quando serve · I rimandi portano ai capitoli dove il problema è spiegato per intero.
Approfondimento:Compl. 9 — Fare spazio: la scia del mascheramento, le cinque strategie di separazione e come si deduce lo strumento dal problema.
Come si pareggia: il protocollo completo — tolleranza 0,5 dB, stacco immediato, segmenti di 20–40 secondi, una cosa per volta — è nell'App. F.
X.1Il metodo diagnostico
Prima delle tavole, il procedimento — perché il 90% del tempo perso a risolvere problemi si perde cercando nel posto sbagliato. Vale per il suono come per qualsiasi sistema complesso:
La diagnosi in otto mosse
Descrivi il sintomo con una frase precisa. "Fa schifo" non è diagnosticabile. "Il ritornello suona più lontano della strofa" sì. Metà dei problemi si risolvono qui.
Localizza: succede sempre o solo in un punto? Su tutti i sistemi o solo su uno? Da sempre o da quando hai fatto una certa cosa?
Isola: silenzia tutto e riaggiungi un elemento alla volta finché il sintomo compare. L'ultimo che hai riacceso è coinvolto — non necessariamente colpevole.
Confronta a volume pari con una reference che ami. Molti "problemi" sono aspettative sbagliate, e molti problemi veri diventano evidenti solo nel confronto.
Cerca a monte. La causa sta quasi sempre prima del punto dove la senti: un mix fangoso di solito è un problema di suoni scelti male, non di equalizzatore.
Cambia una cosa sola e riascolta. Due modifiche insieme e non saprai mai quale ha funzionato.
Verifica che sia risolto, non mascherato. Alzare un elemento nasconde il problema; toglierne un altro spesso lo elimina.
Annota sintomo e soluzione. Dopo sei mesi avrai il tuo elenco dei tre errori che fai sempre — ed è il documento più utile che possiedi.
Il principio che vale per tutta l'appendice
Nel dubbio, togli. Quasi ogni problema di suono in questa lista ha come rimedio più efficace la sottrazione: un elemento in meno, una banda liberata, un effetto spento, un colpo eliminato. Aggiungere è la reazione istintiva ed è quasi sempre quella sbagliata.
X.2Suono e mix
SINTOMO CAUSA PIÙ PROBABILE AZIONEFangoso, confuso accumulo 200–500 Hz taglia lì sugli
troppi elementi stessa banda elementi non
Cap. 23 · App. J protagonisti
Sepolto, lontano manca presenza 1–3 kHz riduci riverbero
troppo riverbero su tutto dai presenza a
Cap. 25 UN elemento
Il basso sparisce nessuna armonica sopra satura il basso
sulle casse piccole i 100 Hz DnB Parte 3 (non alzarlo)
Il basso sparisce contenuto stereo o fase tutto sotto i
in sala grande sotto i 100 Hz App. J 100 Hz in MONO
Stride, affatica eccesso 3–6 kHz taglia stretto
o distorsione digitale controlla i picchi
Cap. 23 · 26 a monte
Non suona forte dinamica non gestita gestisci a monte
come i dischi energia in bande inutili NON alzare il
Cap. 24 · 27 limitatore
Suona amatoriale transienti impastati meno compressione
nessun contrasto dinamico più contrasto tra
Cap. 24 · App. N sezioni
Kick e basso occupano la stessa banda dividi i compiti
si mangianoCap. 13 · App. J kick corto o duck
Bene in cuffia, nessuna verifica incrociata controlla su 3
male in cassaCap. 07 sistemi, sempre
X.3Ritmo e groove
SINTOMO CAUSA PIÙ PROBABILE AZIONENon fa ballare griglia perfetta, nessuno swing, dinamica
swing, accenti tutti uguali accenti diversi
Cap. 19 vuoti
Marcia invece niente colpi fantasma aggiungi colpi
di rotolare velocity uniforme deboli fra i forti
Cap. 19 · DnB Parte 2 varia l'intensità
Sembra fuori tempo attacco lento su kick/basso accorcia l'attacco
o latenza non compensata sposta il campione
Cap. 12 · 19 qualche ms prima
Il groove sparisce densità eccessiva sui togli elementi
quando aggiungo sedicesimi Cap. 14 o sposta di banda
Il pezzo "corre" nessun elemento tiene un elemento fermo
o è affannoso il tempo lungo Cap. 20 e continuo
X.4Arrangiamento e noia
SINTOMO CAUSA PIÙ PROBABILE AZIONEAnnoia dopo 30 s tutto entra subito entra per gradi
nessuna variazione cambia qualcosa
Cap. 20 · 21 ogni 8 battute
Il drop non colpisce il problema NON è il drop: svuota prima
manca il vuoto prima togli, non aggiungi
App. N · DnB Parte 4Manca qualcosa quasi mai un elemento crea CONTRASTO
ma non so cosa nuovo: manca contrasto con ciò che c'è
App. NTroppo pieno tutti gli elementi EQ complementare
suonano sempre fai tacere qualcuno
Cap. 21 · App. JNon finisco mai nessuna scadenza né data d'uscita
le tracce criterio di "finito" checklist
App. D · U · T vietato riaprire
X.5Sistema e tecnica
SINTOMO CAUSA PIÙ PROBABILE AZIONECrepitii, interruzioni buffer troppo piccolo alza il buffer
troppi strumenti attivi congela le tracce
Cap. 06 · App. R pesanti
Latenza suonando buffer troppo grande buffer piccolo in
Cap. 06 registrazione,
grande in mix
Il file esportato non hai MAI ascoltato ascolta sempre
suona diverso il file esportato il file finale
Cap. 26 · 27 prima di mandarlo
Distorce solo picchi oltre lo zero lascia margine
dopo l'export o dopo la conversione nel master
Cap. 27Progetto perso campioni sparsi sul disco raccogli tutto
o campioni mancantiCap. 05 · App. S nella cartella
X.6Blocchi creativi
SINTOMO CAUSA PIÙ PROBABILE AZIONETutto quello che faccio stessi preset, stesse cambia UNA
suona uguale abitudini, stesso ordine manopola sola
App. V · Capstone o l'ordine di lavoro
Pagina bianca troppe opzioni datti un vincolo
Capstone C.2 estremo
Odio tutto quello orecchio stanco fermati, dormi
che sento o troppe ore di fila riascolta domani
Cap. 07 · App. WNon so se è finita nessun criterio di checklist e
completamento App. D confronto con
una reference
Mi sento indietro confronto con numeri misura ciò che
rispetto agli altri altrui App. T · U dipende da te
Il sintomo più frequente in assoluto
"Odio tutto quello che sento" dopo tre ore di sessione non è un giudizio estetico: è affaticamento uditivo, ed è fisiologico. L'orecchio si adatta a ciò che sta ascoltando e smette di darti informazioni utili. Non prendere nessuna decisione importante in quello stato — la mossa giusta è chiudere e riascoltare l'indomani a mente fredda. La quantità di tracce buone cancellate alle due di notte è incalcolabile.
Descrivi il sintomo con precisione, cercalo a monte, cambia una cosa sola — e nel dubbio togli. Quasi tutti i problemi di questo mestiere si risolvono per sottrazione.
➜ Sulla tua traccia · FAI LA DIAGNOSI
Da fare adesso, sulla traccia che hai aperta.
Scrivi tre sintomi in una frase precisa ciascuno. Niente "non mi piace".
Cercali nelle tavole e applica l'azione indicata, uno alla volta.
Prova sempre prima la sottrazione: togli invece di aggiungere e riascolta.
Annota sintomo, causa trovata, rimedio che ha funzionato.
Dopo cinque tracce rileggi le annotazioni: i tuoi tre errori ricorrenti verranno fuori da soli.
Quel foglio vale più di questa appendice, perché è scritto su misura per te.
Domande che ti stai facendoIl mio sintomo non è nell'elenco. Che faccio?
Applica il metodo di X.1: la procedura vale anche per i problemi non elencati, ed è la parte più importante dell'appendice. Descrivi con precisione, isola, confronta, cerca a monte. Nove volte su dieci arrivi alla causa da solo — e la decima hai almeno una domanda abbastanza precisa da poterla porre a qualcuno.
Come faccio a distinguere un problema tecnico da un problema di gusto?
Con il confronto a volume pari con due o tre reference. Se il tuo pezzo ha lo stesso equilibrio tonale e dinamico e continua a non piacerti, è una questione artistica: nessun equalizzatore la risolve. Se invece la differenza è misurabile e la senti anche su altri sistemi, è tecnica.
Ho applicato la cura e il sintomo è tornato dopo un'ora. Perché?
Quasi sempre perché hai mascherato invece di risolvere: hai alzato qualcosa, l'equilibrio si è spostato e il problema è ricomparso altrove. Torna indietro e chiediti cosa toglieresti. È anche il segnale che la causa sta più a monte di dove sei intervenuto — spesso nella scelta del suono, non nel trattamento.
Quante volte devo riascoltare prima di decidere?
Tre o quattro alternanze per ogni singola cosa che stai valutando, e non di più. Il decimo riascolto di fila non aggiunge informazione: aggiunge adattamento, cioè peggiora la tua capacità di giudicare. Il protocollo completo — pareggio dei volumi entro 0,5 dB, stacco immediato, segmenti di 20–40 secondi, una cosa per volta — è nell'App. F. E dopo 20–30 minuti di ascolto critico fermati: l'orecchio si è adattato e non senti più i difetti.
Devo risolvere tutti i problemi prima di pubblicare?
No — e chi lo pretende non pubblica mai. Risolvi quelli che compromettono l'ascolto (fango, distorsione, sbilanciamenti gravi) e accetta il resto: la prossima traccia sarà migliore proprio perché questa è uscita. La perfezione è un modo elegante di non finire (App. U).
Chiedere aiuto è legittimo?
È professionale. Ma chiedilo bene: un sintomo preciso, cosa hai già provato, e il file. "Ditemi cosa non va" ottiene risposte inutili; "il basso sparisce sulle casse piccole, ho provato a saturarlo, ecco il link" ottiene risposte precise. E vale il principio dell'App. S: la domanda chiusa batte quella aperta.
Dalla diagnosi al valore
Le tavole qui sopra dicono cosa fare. Questa dice quanto: il valore da cui partire per ogni intervento, il punto oltre cui l'intervento peggiora le cose, e dove è spiegato.
AZIONE PARTI DA NON OLTRE DOVEtaglia il fango−3 / −4 dB−6 dB Cap. 23 · App. J
Q 1–1,4 · 200–500 Hzdai presenza+2 / +3 dB+5 dB Cap. 23
Q 1–1,4 · 2–5 kHzpassa-alto per pulire150–300 Hzoltre, si svuota Cap. 23
12 dB/ottavasatura per far esistere11–17% THD25% App. H
comprimi un elemento3–4 dB di riduzione6 dB Cap. 24 · App. I
comprimi un bus2–3 dB4 dB Cap. 24
accorcia l'attacco1–3 ms0,1 ms App. I
allunga l'attacco per il colpo10–30 ms100 ms App. I
sidechain sul basso4–7 dB · 30–70% passo8 dB Compl. 7
riduci il riverbero−3 dB di mandatavia del tutto App. K
taglia i bassi del riverbero200–400 Hz600 Hz App. K
aggiungi swing52–54% (fino al 58)62% Cap. 19
varia la velocity3 livelli distinticasuale su tutto Cap. 14
sposta un colpo3–5 ms20 ms Cap. 14
alza il livello di un elemento+1 / +2 dB+4 dB Cap. 22
abbassa tutto il resto−2 dB sul gruppo — Cap. 22
allarga un suono±50% panoramicaritardo > 30 ms Cap. 25
allontana un suono−3 dB · LPF 8 kHz−14 dB Cap. 25
riverbero −12 dBREGOLA D'ORO DELLA DIAGNOSI: parti sempre dal valore più piccolo.
Se un intervento da 3 dB non risolve, quasi mai la soluzione
è farne uno da 8 — è che hai diagnosticato la cosa sbagliata.
Perché si comincia sempre dall'intervento più piccolo
valore
primo intervento: 2–4 dB, mai di più
perché proprio questo
Un problema di mix ha quasi sempre più di una causa: il basso non si sente perché è mascherato e perché manca di armoniche e perché il kick è troppo lungo. Se risolvi la prima causa con un intervento grosso, copri le altre due invece di scoprirle — e ti resta un mix con un taglio da 8 dB che non serviva. Interventi piccoli e successivi ti dicono quanta parte del problema era ciascuna causa, e alla fine la somma è più leggera del singolo intervento drastico.
limite inferiore
1 dB: sotto la soglia di percezione su un elemento singolo. Se ti serve un intervento più piccolo di così, il problema non è quello.
limite superiore
6 dB su qualunque correzione: oltre, non stai correggendo un suono — ne stai scegliendo un altro. Che è spesso la mossa giusta, ma va fatta consapevolmente e a monte.
margine di manovra
Il margine è nell'ordine: prima si toglie, poi si aggiunge; prima si sposta nel tempo, poi in frequenza; prima si cambia il suono, poi si equalizza. Ogni passaggio in quest'ordine rende il successivo più piccolo. E se dopo tre interventi piccoli il problema è ancora lì, torna alla diagnosi: non è un problema di mix, è un problema di scelta del suono o di arrangiamento.
Errori comuni
Descrizioni vaghe: senza un sintomo preciso non c'è diagnosi possibile.
Curare il punto dove si sente invece della causa a monte.
Due modifiche insieme: non saprai mai quale ha funzionato.
Aggiungere invece di togliere: la reazione istintiva e quasi sempre sbagliata.
Decidere con l'orecchio stanco a fine sessione.
Non ascoltare mai il file esportato prima di consegnarlo.
I principi di questo capitolo
Da portare con te
• Un sintomo preciso è già mezza diagnosi.
• La causa sta a monte del punto in cui la senti.
• Una modifica alla volta, sempre.
• Nel dubbio togli: la sottrazione risolve più della somma.
• Risolto ≠ mascherato: verifica che il problema non si sia spostato.
• Orecchio stanco = nessuna decisione.
• Annota: i tuoi tre errori ricorrenti sono la tua vera lista.
Esercizio
Uno: prendi una traccia vecchia che non ti soddisfa e scrivi cinque sintomi precisi. Due: per ognuno, indica causa probabile e azione usando le tavole. Tre: applicane una sola e verifica se il sintomo è risolto o solo spostato. Quattro: apri il tuo registro dei problemi e annota il primo caso.
È riuscito se…
…davanti a un problema non parti più a caso, ma dici una frase precisa e sai da dove cominciare. E se, dopo qualche mese di registro, riconosci i tuoi errori ricorrenti prima di commetterli: a quel punto la diagnostica è diventata prevenzione, che è il livello dove lavorano i professionisti.
Spazio di creatività
Un'ultima cosa, che sembra contraddire tutta l'appendice: non tutti i "problemi" vanno risolti. Alcune delle firme più riconoscibili della musica elettronica sono difetti che qualcuno ha deciso di tenere — bassi che si mangiano il kick, saturazione che nessun manuale approverebbe, mix in cui una cosa è troppo forte e proprio per questo ti resta addosso. La differenza tra un errore e uno stile è che lo stile è scelto: sai che cosa stai violando, sai perché, e lo fai comunque. È per questo che la diagnostica viene dopo tutto il resto del libro e non prima. Prima impari a sentire il problema e a risolverlo; poi, quando la mano è sicura, guadagni il diritto di guardare un difetto e dire: questo lo tengo. Ed è lì che la tua musica comincia a suonare come nessun'altra.