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Complemento 12 · L'orchestrazione elettronica

I posti

C'è una domanda che nessun capitolo del libro affronta di petto: cosa aggiungo adesso? Si risponde smettendo di pensare in tracce e cominciando a pensare in posti. Lo spettro udibile contiene 41 bande critiche, distribuite in modo molto disomogeneo: tre in tutto il grave, dieci fra 2 e 6 kHz. Ogni elemento ne occupa alcune, e quando i posti finiscono non si aggiunge più niente — si sostituisce. Questa è orchestrazione, e vale per la techno esattamente come per un'orchestra.

Prerequisiti: Cap. 2 (banda critica) · Cap. 14 (quanti elementi) · Cap. 22 (mix) · Compl. 9 (fare spazio) · Compl. 10 (curva).

Approfondimento: Compl. 19 — Smontare un pezzo: le sette misure e il protocollo per capire cosa fa funzionare un brano.

Approfondimento: Compl. 15 — L'energia: le tre leve con cui un pezzo cresce e si svuota, e perché aggiungere sempre non funziona.

Approfondimento: Compl. 14 — Quando niente funziona: i cinque livelli di un problema e come riconoscere quello giusto.

1Quanti posti ci sono

Le bande critiche non sono distribuite equamente: in basso sono larghissime in proporzione, in alto strettissime. Contarle dice quanti elementi lo spettro può ospitare davvero — ed è un numero molto più piccolo di quanto sembri guardando un elenco di tracce.

ZONA FREQUENZE BANDE CRITICHE ELEMENTI DISTINTI grave 30 – 120 Hz 3 1 medio-basso 120 – 500 Hz 8 2–3 medio 500 Hz – 2 kHz 11 3–4 medio-alto 2 – 6 kHz 10 4–6 acuto 6 – 16 kHz 9 3–5 TOTALE: 41 bande critiche · 13–19 elementi simultanei prima che il mix cominci a impastarsi. Ed è esattamente il numero di tracce di un buon pezzo techno. Non è una coincidenza: è il limite fisico che i produttori hanno trovato a orecchio in quarant'anni.
Perché in basso c'è un posto solo e in alto sei
valore
1 elemento sotto i 120 Hz · fino a 6 fra 2 e 6 kHz
perché proprio questo
Fra 30 e 120 Hz — quasi due ottave — ci stanno solo tre bande critiche, perché lì ciascuna è larga più del 30% della frequenza (Cap. 2). Fra 2 e 6 kHz, che è meno di un'ottava e mezza, ce ne stanno dieci, perché lì ognuna vale l'11%. L'orecchio non divide lo spettro in ottave: lo divide in bande di risoluzione, e in basso la sua risoluzione è pessima. Ecco perché due bassi non convivono e sei percussioni acute sì.
limite inferiore
Zero elementi in una zona è una scelta legittima: molta techno non ha nulla fra 500 Hz e 2 kHz, ed è ciò che la rende scavata e potente.
limite superiore
Superare i numeri della tabella non produce un errore udibile subito: produce un mix che misura forte e si sente piccolo, perché ogni elemento ruba risoluzione agli altri.
margine di manovra
I posti si possono raddoppiare nel tempo: due elementi che non suonano mai insieme occupano lo stesso posto senza competere (Compl. 9). È il motivo per cui un pattern con dieci elementi alternati può essere più chiaro di uno con sei sovrapposti — e il vero significato di «arrangiare».

2La mappa dei posti occupati

Ogni elemento occupa più di una zona, perché ha una fondamentale e delle armoniche. Ecco chi sta dove in un pezzo tipico.

ELEMENTO GRAVE M-BASSO MEDIO M-ALTO ACUTO kick ██ ██ · · ██ (fondamentale, corpo, click) basso / sub ██ ██ · · · rullante, clap · ██ ██ ██ · charleston · · · ██ ██ percussioni · · ██ ██ ██ pad · ██ ██ · ██ lead, stab · · ██ ██ · texture, aria · · · · ██ Leggi le COLONNE, non le righe. Il grave ha un posto e lo contendono in due (kick e basso): per questo esiste il sidechain. Il medio-alto ne ha da quattro a sei e ci sono cinque candidati: per questo lì il mix si risolve quasi da solo.
La domanda giusta prima di aggiungere

Non «cosa manca?» ma «quale posto è libero?». Se stai per aggiungere un elemento e la sua zona è già piena, hai tre strade e vanno provate in quest'ordine: 1) farlo suonare quando gli altri tacciono (posto raddoppiato nel tempo), 2) spostarlo di ottava in una zona meno affollata, 3) togliere qualcos'altro. La quarta strada — aggiungerlo comunque ed equalizzare tutto dopo — è quella che quasi tutti prendono, ed è la ragione per cui i mix pieni suonano piccoli.

3Cosa togliere, quando è pieno

SEGNALE COSA SIGNIFICA togli un elemento e non senti era già mascherato: occupava un posto la differenza senza dare niente togli un elemento e il mix teneva insieme due zone: prima di si sgonfia in una zona sola rimetterlo, prova a spostarlo lì togli un elemento e tutto era lui a rubare risoluzione: il resto diventa più chiaro non rimetterlo togli un elemento e il pezzo è un elemento portante, non perde il senso un riempimento La prova va fatta A VOLUME PARI (App. F): togliendo qualcosa il mix diventa più piano, e più piano suona sempre peggio. Compensa 1–2 dB prima di giudicare, o rimetterai tutto.
Perché togliere migliora più che aggiungere
valore
13–19 elementi simultanei è il tetto · sotto, ogni elemento guadagna
perché proprio questo
La risoluzione dell'orecchio è fissa: 41 bande, non una di più. Ogni elemento che aggiungi non porta solo la sua informazione — toglie risoluzione a quelli che stanno vicino, perché li costringe a condividere una banda. Il risultato è che ogni suono diventa un po' meno riconoscibile. È il motivo per cui un pezzo con otto elementi ben scelti suona più grande di uno con venticinque: non è meno pieno, è più leggibile.
limite inferiore
3–4 elementi: sotto, il pezzo può essere bellissimo ma ogni elemento è esposto e deve essere perfetto. È la scelta del minimalismo, e costa di più, non di meno.
limite superiore
~20 simultanei. Oltre non c'è un errore visibile: c'è un mix che sull'impianto grande si appiattisce, ed è la diagnosi più difficile da fare perché in cuffia sembra ricco.
margine di manovra
Il margine è nel tempo, sempre: puoi avere quaranta tracce nel progetto purché non ne suonino più di venti insieme. È esattamente ciò che fa un arrangiamento — non aggiungere e togliere per noia, ma gestire l'occupazione dei posti lungo il pezzo.

Lo spettro ha 41 posti, e l'orecchio non ne concede di più. Arrangiare non è decidere cosa aggiungere: è decidere chi occupa cosa, e quando.

➜ Sulla tua traccia · CONTA I POSTI
Domande che ti stai facendo
Quaranta tracce nel progetto sono troppe?

No, se non suonano insieme. Il limite dei 13–19 riguarda gli elementi simultanei, non quelli presenti. Un pezzo può averne quaranta distribuiti lungo l'arrangiamento e restare limpido; un altro con dodici tutti sovrapposti nella stessa sezione può impastarsi. Conta la colonna, non l'elenco.

Perché il mio mix «pieno» suona più piccolo di uno più spoglio?

Perché la risoluzione dell'orecchio è fissa: 41 bande. Ogni elemento in più costringe i vicini a condividere una banda, e ognuno diventa meno riconoscibile. Il mix misura più forte — c'è più energia — e si sente più piccolo, perché nessun suono ha lo spazio per esistere. È il paradosso che spiega perché la techno minimale suona enorme su un impianto grande.

Come faccio a sapere quali zone occupa un elemento?

Con un analizzatore, in solo, guardando dove sta l'energia e non dove sta la fondamentale: un rullante ha la fondamentale a 200 Hz ma occupa fino a 6 kHz. In alternativa, il metodo veloce: passa un passa-alto lungo tutto lo spettro e senti a quali frequenze il suono perde qualcosa di riconoscibile. Quelle sono le sue zone.

Il kick occupa davvero tre zone?

Sì, ed è la ragione per cui è l'elemento più difficile da far convivere: grave per la fondamentale, medio-basso per il corpo, acuto per il click. Un kick occupa da solo tre dei cinque territori, e in due di questi ha dei concorrenti. Ecco perché il libro dice di deciderlo per primo: tutto il resto si arrangia attorno a lui.

Vale anche per generi diversi dalla techno?

Il conteggio delle bande sì — è anatomia dell'orecchio, non stile. Cambia la distribuzione: un pezzo orchestrale usa moltissimo il medio, dove la techno spesso scava; il jazz usa il medio-alto per gli strumenti a fiato dove la techno mette le percussioni. Ma il tetto dei 13–19 simultanei non si sposta, ed è il motivo per cui anche un'orchestra da ottanta elementi suona in sezioni che raddoppiano le stesse linee invece di suonarne ottanta diverse.

Errori comuni

I principi di questo capitolo

Da portare con te

Lo spettro ha 41 bande critiche, distribuite in modo disomogeneo: 3 nel grave, 10 fra 2 e 6 kHz.
13–19 elementi simultanei è il tetto oltre cui si perde leggibilità.
Un elemento occupa più zone: il kick da solo ne occupa tre.
I posti si raddoppiano nel tempo: due elementi che si alternano ne occupano uno.
Prima di aggiungere: alternare, spostare di ottava, togliere. In quest'ordine.
Pieno e grande sono spesso opposti.

Esercizio

Uno: compila la mappa dei posti per il tuo pezzo e trova la zona satura. Due: fai la prova del togliere su ogni elemento di quella zona, a volume pari. Tre: prendi l'elemento meno necessario e prova a farlo alternare con un altro invece di sovrapporlo. Quattro: conta i simultanei nel punto più denso e confrontali col numero della tabella.

È riuscito se…

…davanti alla domanda «cosa aggiungo?» la tua prima mossa è guardare quale zona è libera, e se non ce n'è, chiederti chi deve uscire. Da quel momento non arrangi più per accumulo: arrangi per occupazione, che è ciò che distingue un pezzo costruito da uno cresciuto per stratificazione.

Spazio di creatività

C'è un modo di leggere questo capitolo che lo rende meno un vincolo e più uno strumento: i posti liberi sono inviti. Se guardi la mappa del tuo pezzo e vedi che il medio fra 500 e 2000 Hz è completamente vuoto, quella non è una mancanza da riempire — è una decisione già presa, ed è probabilmente ciò che dà al tuo pezzo il suo carattere scavato. Ma è anche il posto dove, se un giorno vorrai, potrai mettere qualcosa che nessun altro elemento contende: uno strumento che in quella zona è solo, e che per questo si sentirà enorme senza dover alzare un fader. I produttori che riconosci al primo ascolto quasi sempre fanno una cosa sola di diverso: hanno lasciato vuoto un posto che tutti gli altri riempiono, e ne hanno occupato uno che nessuno usa.