Ricette azionabili per i tre elementi-cuore della techno: il kick, il basso, il pad. Sono punti di partenza concreti — non l'unica via giusta. Ogni passo poggia su una tecnica spiegata nel corso (il perché è nel capitolo indicato); i valori sono indicativi, da regolare a orecchio. [Tutte le ricette: GUSTO — starting point]
Obiettivo: un kick techno teso, punchy, con scatto — il battito cardiaco del brano.
Due strade. Sintetizzato (controllo totale) o da sample (veloce). Ecco la versione sintetizzata, con Operator o un synth con inviluppo di pitch:
Parti da un'onda sinusoidale per il corpo, intonata alla fondamentale (~45–55 Hz). Cap. 12
Applica un inviluppo di pitch veloce: l'altezza parte alta e cade rapidamente alla fondamentale → è questo che dà il punch. Cap. 12
Imposta un decay d'ampiezza corto, niente sustain → teso e asciutto, non "booming". Cap. 12
Aggiungi un layer di click/transiente in cima (un breve burst di rumore o un transiente acuto) → lo scatto dell'attacco. Cap. 11, 12
EQ con EQ Eight: high-pass sotto ~30 Hz; eventuale lieve enfasi alla fondamentale e alla frequenza del click. Cap. 23
Tieni tutto mono. Confronta con il kick di una reference. Cap. 13
Carica un sample di kick 909 in Simpler, intonalo alla tua fondamentale, e — se manca peso — aggiungi sotto un layer di sine pura (Cap. 11). Poi EQ/compressione a gusto. Più veloce, meno controllo.
Obiettivo: un basso che si sente sui grandi impianti e si sente bene sulle casse piccole, incastrato col kick.
Layer sub: una sine pura alla nota fondamentale (il peso che si sente), mono. Cap. 13
Layer armonico: un suono più ricco (una saw filtrata) per la definizione che si legge sulle casse piccole — la fondamentale mancante. Cap. 13
Sidechain il basso al kick → si abbassa a ogni colpo, niente scontro nel low-end. Cap. 13, 24
Low-end mono con Utility (Bass Mono). Cap. 13
EQ: high-pass molto in basso (~30 Hz) e scava dove litiga col kick (EQ complementare). Cap. 23
Scrivi una linea semplice (note fondamentali, spesso in levare) che si incastra col kick. Cap. 13
Ascolta il basso sullo speaker del telefono (che non riproduce il sub): la nota deve sentirsi lo stesso, grazie al layer armonico. Se sparisce, alza gli armonici medi (Cap. 13). È il test che separa un basso da club da uno che esiste solo in cuffia.
Obiettivo: un pad largo, profondo ed evolvente, che dà la terza dimensione (profondità) ed emozione al brano.
Sorgente: un synth (Drift o Wavetable) con oscillatori detunati tra loro → larghezza e ricchezza. Cap. 9, 16
Accordo: suona una triade minore in chiave (attiva lo Scale Mode), tenuta e lenta. Cap. 15, App. B
Movimento: un filtro che si apre lento (LFO o automazione sul cutoff) → l'evoluzione, perché il movimento è vita. Cap. 9, 21
Inviluppo lento: attacco e release lunghi → il pad entra gonfiandosi, senza transiente. Cap. 9
Spazio: tanto Reverb su un Return → lo spinge indietro, crea profondità. Cap. 16, 25
EQ + larghezza: high-pass (i bassi sono di kick e basso); allarga con Utility e controlla in mono. Cap. 23, 25
Un pad sta dietro, non davanti: tienilo più piano e più scuro degli elementi in primo piano, e lascia che riempia lo spazio senza rubare la scena al kick e all'hook. Se "ingombra", abbassalo o taglia i medi (Cap. 22, 23).
Queste non sono formule da copiare alla cieca: sono scheletri da cui partire e che renderai tuoi. Cambia le forme d'onda, i tempi, gli intervalli; rompi i passi quando il tuo orecchio te lo chiede. Il valore di una ricetta è darti un punto di partenza quando la pagina bianca paralizza — poi è il gusto (e la pratica del Cap. 29) a fare il resto. Fai, ascolta, regola, ripeti.
Riferimenti: Cap. 13 (sezione sui sub moderni, col widget) · App. K (il riverbero) · App. H (la saturazione).