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Complemento 2 · Ritmo avanzato

Ritmo avanzato

Finora il libro ha ballato in quattro quarti, con la griglia divisa in due, quattro, sedici. È la lingua franca del club e va padroneggiata per prima — ma è una fetta del ritmo, non tutto il ritmo. Qui trovi il resto: le terzine, i poliritmi, i cicli di lunghezza diversa, i tempi dispari e le leve del tempo percepito. Non per fare musica strana: per avere movimento e ipnosi dove gli altri hanno solo velocità.

Prerequisiti: Cap. 14 (percussioni) · Cap. 19 (groove e swing) · Cap. 20 (forma) · DnB 1 (i due orologi) · App. V (le griglie dei generi).

Strumento: i generatori e le trasformazioni MIDI di Live 12 — Euclidean per i poliritmi, Seed e Shape per uscire dalle proprie abitudini, le trasformazioni per variare senza riscrivere.

Laboratori: Simulatore di ritmo · Groove Lab — cicli, swing e micro-timing da manipolare dal vivo.

1Binario o ternario

Tutto parte da come dividi un battito. Se lo dividi in due (e poi ancora in due) sei nel mondo binario: ottavi, sedicesimi, la griglia di tutta la techno. Se lo dividi in tre sei nel mondo ternario: le terzine, e con loro un'andatura che dondola invece di marciare.

UN BATTITO, DUE MONDI BINARIO X . X .   → due ottavi · quattro sedicesimi il passo regolare, la marcia, la griglia del club TERNARIO X . . X . . X . . → tre parti uguali (terzine) il dondolio, lo shuffle, il blues, il jazz SWING la via di mezzo: il secondo colpo scivola verso la posizione ternaria senza arrivarci del tutto

La cosa importante da capire, e che il Cap. 19 anticipava: lo swing non è un interruttore, è un cursore. A zero hai il binario puro, al massimo hai il ternario pieno, e tutta la musica interessante sta nel mezzo — la house respira a un terzo di strada, il garage a due terzi, l'hip-hop di certe scuole quasi al ternario. Sposta quel cursore e cambi genere senza toccare una nota.

2Le terzine in pratica

Una terzina è tre note nello spazio di due. Nella griglia si attiva scegliendo una suddivisione in terzi invece che in quarti, e serve a tre cose molto concrete:

I fill. Chiudere otto battute con una raffica in terzine è il modo più semplice per creare uno scarto percettivo senza cambiare niente altro: l'orecchio sente che il tempo si è "piegato" e poi torna dritto.

I rulli di charleston. Sedicesimi in terzine sui piatti danno quell'accelerazione tesa e nervosa che non si ottiene infittendo la griglia binaria — che invece suona solo più veloce.

Il contrasto interno. Un elemento in terzine sopra una base binaria genera già un poliritmo, ed è il ponte per il paragrafo successivo.

La prova del nove

Se non sei sicuro di stare sentendo terzine, conta ad alta voce: "uno-e-due-e" per il binario, "uno-e-a-due-e-a" per il ternario. Sembra un esercizio da scuola, ma è il modo più rapido per capire dove sta un groove — e funziona anche mentre ascolti un disco.

3I poliritmi

Un poliritmo è due divisioni diverse dello stesso tempo che suonano insieme. Il caso classico è tre contro quattro: mentre un elemento fa quattro colpi regolari, un altro ne fa tre nello stesso spazio. Nessuno dei due rallenta o accelera — semplicemente non coincidono, tranne che all'inizio del ciclo.

PERC OGNI 3 SEDICESIMI · CASSA OGNI 4 SEDICESIMI 1 2 3 4 1 2 3 4 KICK /4 PERC /3 SYNC SYNC SYNC i due pattern coincidono ogni 12 sedicesimi → MOVIMENTO DI FASE = TRANCE
Percussione ogni tre sedicesimi contro cassa ogni quattro: il poliritmo in figura.
TRE CONTRO QUATTRO (una battuta) A (4) X . . X . . X . . X . . quattro colpi regolari B (3) X . . . X . . . X . . . tre colpi regolari coincidono solo qui risultato: una trama che gira su sé stessa e ipnotizza

È lo strumento più potente che esista per la musica ripetitiva, ed è il motivo per cui la techno più ipnotica non è quella con più elementi: è quella in cui due o tre cicli semplici non cadono mai insieme. L'orecchio continua a cercare l'allineamento, e quella ricerca è ciò che ti tiene incollato.

Costruire un poliritmo che funziona

Metti un'ancora. Un elemento perfettamente regolare — di norma il kick — che non devia mai. Senza ancora il poliritmo non è ipnotico, è solo confuso.

Prendi un elemento secondario (una percussione, uno stab, un rumore) e dagli un ciclo di 3 sedicesimi invece di 4.

Fallo girare quattro battute senza toccare nulla e ascolta: il colpo si sposta di posizione a ogni ripetizione.

Verifica quando torna in fase. Con un ciclo di 3 sedicesimi su battute da 16, l'allineamento torna dopo 3 battute. Con 5 dopo 5, con 7 dopo 7. [FATTO — è il minimo comune multiplo tra la lunghezza del ciclo e i 16 sedicesimi della battuta]

Scegli la lunghezza in base alla forma: un ciclo che si riallinea ogni 3 battute crea tensione dentro un blocco di 8; uno che si riallinea ogni 8 sembra scritto apposta.

Tieni il livello basso. Un poliritmo funziona meglio quando è mezzo nascosto: deve incuriosire, non competere.

Non farne più di due contemporaneamente, o l'ancora sparisce e la pista si perde.

Riallinea a vista nei momenti importanti: sul drop, tutti insieme sul primo colpo. Il ritorno all'unisono dopo il caos è una delle sensazioni più forti che puoi dare.

4La polimetria: cicli di lunghezza diversa

Variante ancora più semplice da usare, e molto potente in studio: invece di cambiare la divisione, cambi la lunghezza del ciclo. Un loop di percussione lungo 7 sedicesimi messo sopra una base in quattro quarti non si ripete mai uguale rispetto alla battuta — eppure ogni suo colpo cade sulla griglia, quindi resta perfettamente a tempo.

PHASE DRIFT 5:8 · 40 bar prima dell'allineamento 1 2 3 4 5 6 7 8 → continua... A · /5 B · /8 FASE in fase fuori fase si avvicina ★ allineati ★ riallineati ↓ NEL MEZZO: 8 BAR DI DRIFT CHE SEMBRA SEMPRE DIVERSO
Due cicli di lunghezza diversa che si riallineano solo dopo molte battute.
QUANDO TORNA TUTTO ALLINEATO ciclo di 3 sedicesimi → dopo 3 battute ciclo di 5 sedicesimi → dopo 5 battute ciclo di 6 sedicesimi → dopo 3 battute (6 e 16 hanno un fattore comune) ciclo di 7 sedicesimi → dopo 7 battute ciclo di 9 sedicesimi → dopo 9 battute regola: se la lunghezza è dispari, torna in fase dopo tante battute quante sono le sue unità

È il modo più economico che esista per ottenere variazione infinita senza scrivere variazioni: un solo loop, e per sette battute non senti mai la stessa combinazione. Usalo sulle percussioni di contorno, mai sugli elementi che definiscono il tempo.

5I tempi dispari

Cambiare il numero di battiti nella battuta — 5/4, 7/8 — è il territorio più rischioso per la musica da ballo, e la ragione è fisica: il corpo cerca la simmetria. Ma si può fare, e il trucco è antico: i tempi dispari si ballano quando li si raggruppa.

RAGGRUPPAMENTI CHE SI BALLANO 5/4 3+2X . . X . oppure 2+3X . X . . 7/8 2+2+3X . X . X . . oppure 3+2+2 9/8 2+2+2+3 → la formula più usata nelle musiche balcaniche e mediorientali, dove si balla eccome

La regola pratica per il club: se vuoi usare un tempo dispari, rendi udibile il raggruppamento con un accento forte all'inizio di ogni gruppo — altrimenti la pista non trova l'appiglio. E considera l'alternativa più furba: restare in quattro quarti e ottenere lo stesso disorientamento con la polimetria del paragrafo precedente, che non chiede a nessuno di reimparare a ballare.

6Le leve del tempo percepito

Nel modulo DnB hai visto il caso più spettacolare — 174 BPM che si sentono come 87 — ma il principio è generale e vale in ogni genere: la velocità percepita la decide l'accento, non il metronomo.

LA STESSA GRIGLIA, TRE ANDATURE HALF-TIME colpo forte ogni DUE battiti → sembra la metà pesante, minaccioso, fisico NORMALE colpo forte su ogni battito → la velocità reale DOUBLE-TIME raddoppi la densità di colpi → sembra il doppio nervoso, urgente, senza cambiare BPM

Sono leve di arrangiamento, non generi: passare in half-time per otto battute prima di un drop è uno dei modi più efficaci di caricare la tensione (App. N), e tornare al tempo normale dopo dà l'impressione che tutto acceleri di colpo, pur essendo rimasto identico il tempo.

7Rubare un groove

Ultimo strumento, e forse il più utile in produzione: puoi estrarre il groove da un pezzo di batteria suonata — le sue micro-deviazioni dal tempo e le sue dinamiche — e applicarlo a materiale tuo programmato. La maggior parte delle DAW ha una funzione apposita, e Ableton la chiama estrazione del groove dal campione.

Cosa ci fai: prendi un break umano (Complemento 1, oppure DnB 2), ne estrai il feel, e lo applichi alle tue percussioni programmate. Quello che ottieni non è "quantizzazione più morbida": è l'imperfezione coerente di un essere umano, che è la cosa che manca a quasi tutte le batterie fatte al computer. Applicalo con moderazione — al 50% spesso è meglio che al 100% — e mai al kick, che deve restare la tua ancora.

Metti sempre un'ancora regolare, poi fai deviare il resto: terzine per il dondolio, cicli dispari per la variazione infinita, half-time per il peso. La velocità percepita la decide l'accento, non il metronomo.

➜ Sulla tua traccia · APRI LA GRIGLIA

Quattro esperimenti su materiale che hai già. Mezz'ora.

Tieni solo ciò che rende il pezzo più vivo. Il resto è esercizio, ed è servito lo stesso.

Domande che ti stai facendo
I poliritmi non rischiano di far perdere la pista?

Solo se manca l'ancora. Finché il kick resta perfettamente regolare e forte, chi balla ha sempre il suo riferimento e legge tutto il resto come colore. Il disastro arriva quando si mettono in poliritmo anche gli elementi portanti: allora il riferimento sparisce davvero.

Come faccio a sapere se sto usando una terzina o uno swing forte?

Sono la stessa cosa vista da due parti: uno swing spinto al massimo — il 66,7%diventa ternario. La differenza pratica è come lo scrivi — con lo swing tieni la griglia binaria e sposti i colpi, con le terzine cambi la suddivisione e ci scrivi dentro. Per i fill è più comodo il secondo, per il groove il primo.

Un ciclo di 7 non manda tutto fuori tempo?

No, ed è il bello: ogni colpo cade comunque sulla griglia dei sedicesimi, quindi è a tempo per definizione. Cambia solo la posizione rispetto alla battuta, e tutto si riallinea dopo sette battute. È variazione, non disallineamento.

Posso fare techno in 7/8?

Puoi, e qualcuno lo fa. Ma chiediti a cosa serve: se l'obiettivo è la pista, il tempo dispari le chiede uno sforzo, e quasi sempre ottieni lo stesso spiazzamento con la polimetria in quattro quarti. Se l'obiettivo è l'ascolto o la sperimentazione, allora è un territorio ricchissimo — e i raggruppamenti (3+2, 2+2+3) sono la chiave per renderlo comprensibile.

L'estrazione del groove funziona su tutto?

Funziona bene su ciò che è ritmico e secondario: percussioni, charleston, stab. Male su elementi lunghi (pad, sub), dove le micro-deviazioni non si sentono ma i punti di attacco sì. E ricorda la regola: mai sul kick, che è l'ancora di tutto il resto.

Quanto è troppo?

La verifica è sempre la stessa: batti il piede mentre ascolti. Se riesci a farlo senza pensarci, sei dentro; se ti serve concentrazione per trovare il tempo, hai superato il limite per la musica da ballo — che non significa che il pezzo sia brutto, significa che è musica da ascolto. Sapere quale delle due stai facendo è già una scelta artistica consapevole.

Errori comuni

I principi di questo capitolo

Da portare con te

Lo swing è un cursore tra binario e ternario, non un interruttore.
Poliritmo = divisioni diverse · polimetria = lunghezze diverse.
Un ciclo dispari di N sedicesimi torna in fase dopo N battute.
Serve sempre un'ancora regolare, e di norma è il kick.
I tempi dispari si ballano solo se il raggruppamento è udibile.
L'accento decide la velocità percepita, non il metronomo.
Batti il piede: se ci riesci senza pensarci, funziona.

Esercizio

Uno: costruisci un loop con kick regolare e due elementi su cicli di 3 e 5 sedicesimi, e fallo girare quindici battute annotando dove tutto si riallinea. Due: scrivi lo stesso groove in versione binaria, con swing medio e in terzine, e confronta le tre. Tre: fai otto battute in half-time e otto in double-time senza cambiare BPM. Quattro: estrai un groove da un break e applicalo a metà forza.

È riuscito se…

…il loop poliritmico ti fa venire voglia di riascoltarlo invece di studiarlo, e riesci a battere il piede senza contare. E se sai dire, ascoltando un disco qualsiasi, se il suo groove è binario, ternario o a metà strada: quella è la competenza che porti via da qui, e vale in qualunque genere.

Spazio di creatività

Vale la pena dire da dove viene tutta questa roba. I poliritmi non li ha inventati la musica elettronica: sono la struttura portante di molte tradizioni dell'Africa occidentale, dove più cicli di lunghezza diversa suonano insieme e la trama nasce dal loro incontro periodico — esattamente il meccanismo che hai appena costruito con due percussioni. Quando la techno di Detroit e la house di Chicago sono nate, quella grammatica era già arrivata lì attraverso strade lunghe e complicate, e la macchina si è limitata a renderla ripetibile all'infinito. La conseguenza per te è che hai a disposizione un patrimonio ritmico enorme che sta fuori dai quattro quarti binari, e la maggior parte dei produttori non lo usa perché non sa che c'è. Ascolta ritmi che non conosci — di qualunque provenienza — con la domanda tecnica in testa: quanti cicli sento, e quanto sono lunghi? È il modo più veloce per trovare groove che nel tuo genere non ha ancora nessuno.