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Complemento 17 · La stereofonia

Cosa sopravvive in mono

La larghezza è l'unica dimensione del suono che può sparire. Un pezzo largo e un pezzo stretto suonano identici in mono se il primo ha messo la larghezza nel posto sbagliato — e i club, il vinile, gli altoparlanti singoli e metà delle casse bluetooth sommano i canali. Questo capitolo dà la matematica: come si scompone un segnale in centro e lati, quanto costa esattamente ogni grado di larghezza, e come si legge il numero che lo dice prima di scoprirlo altrove.

Prerequisiti: Cap. 25 (spazio) · Compl. 3 (mono e master) · Compl. 7 (perché il grave è mono) · Compl. 13 (traduzione).

1Centro e lati

Qualunque segnale stereo si può riscrivere come somma di due componenti: quello che i due canali hanno in comune e quello in cui differiscono. Non è un effetto, è un cambio di coordinate — e chiarisce immediatamente cosa succede in mono.

LA SCOMPOSIZIONE M = (L + R) / 2 il centro: ciò che sopravvive in mono S = (L − R) / 2 i lati: ciò che in mono SPARISCE Sommando i canali, S si annulla per costruzione: (L+R) contiene M due volte e S zero volte. Tutto quello che hai messo nei lati non è «più stretto» in mono — non c'è proprio.
QUANTO COSTA LA LARGHEZZA, IN NUMERI ENERGIA NEI LATI CORRELAZIONE PERDITA IN MONO GIUDIZIO 0% +1,00 0,0 dB perfetto (mono puro) 10% +0,80 −0,1 dB sicuro 20% +0,60 −0,3 dB sicuro 30% +0,40 −0,7 dB attenzione 50% 0,00 −3,0 dB rischioso 70% −0,40 −8,1 dB molto rischioso 100% −1,00 silenzio in mono non esiste La soglia pratica: fino al 20-25% nei lati la perdita in mono resta sotto il mezzo decibel — sotto la soglia di percezione. Oltre il 30% cominci a pagare, e oltre il 50% stai scommettendo che nessuno ti ascolti in mono.
Perché la perdita non è proporzionale
valore
fino al 25% di energia nei lati: perdita sotto 0,5 dB
perché proprio questo
Sommando i canali, l'energia dei lati non si attenua: si cancella. Ma finché è una frazione piccola del totale, quello che resta — il centro — è ancora quasi tutto il segnale, e la perdita in decibel è minima. La curva è molto piatta all'inizio e precipita alla fine: dal 20 al 30% perdi appena 0,4 dB, dal 50 al 70% ne perdi cinque. È il motivo per cui la larghezza moderata è quasi gratis e quella estrema è quasi sempre un errore.
limite inferiore
0%: mono puro. Non è un difetto — molta techno vive lì e ci guadagna in potenza.
limite superiore
~30% se il pezzo finirà in un club o su vinile. Sopra, stai progettando un'esperienza che metà del tuo pubblico non avrà.
margine di manovra
Il margine è in frequenza: puoi permetterti il 40–50% di lati sopra i 2 kHz e restare al 5% sotto i 300, perché la perdita si misura banda per banda. Un pezzo può essere larghissimo e perfettamente compatibile, se la larghezza sta dove la perdita non fa male.

2Il correlatore: leggere prima di scoprire

VALORE COSA SIGNIFICA +1,0 mono puro: i due canali sono identici +0,7 stereo naturale, sicuro in mono +0,3 molto largo: verifica prima di consegnare 0,0 canali scorrelati: sommando ne perdi metà −0,5 problema di fase da qualche parte −1,0 opposizione totale: in mono silenzio DOVE GUARDARLO: sul bus di mix, non sulle singole tracce. Un elemento a 0,3 non è un problema se il totale resta sopra 0,5. E guardalo SOLO in un punto: durante le sezioni piene, perché è lì che il valore conta.

3Le leggi di panoramica

Quando ruoti una manopola di panoramica, il programma deve decidere quanto abbassare il centro perché il volume percepito non cambi. Ci sono tre risposte possibili e non sono equivalenti.

LEGGE AL CENTRO COSA CONSERVA QUANDO È GIUSTA −3 dB −3 dB potenza costante mix normale: il volume percepito non cambia −6 dB −6 dB ampiezza costante se il mix verrà sommato: in mono non si gonfia −4,5 dB −4,5 dB compromesso molti programmi usano questo per difetto Se il pezzo finirà in un club (dove i canali si sommano), la legge a −3 dB fa gonfiare di 3 dB tutto ciò che sta al centro. Non è un disastro — ma se il tuo kick è al centro e già pieno, quei 3 dB li paghi proprio dove non c'era margine.

4Dove mettere la larghezza

BANDA QUANTA LARGHEZZA PERCHÉ 20–100 Hz MONO, sempre nessuna larghezza è percepibile (Compl. 7) e la perdita è totale 100–300 Hz quasi mono, max 10% si sente poco, si rischia molto 300 Hz – 2 kHz moderata, ±30% qui la larghezza comincia a esistere 2 – 20 kHz libera, fino al 50% è qui che vive lo spazio Un pezzo che segue questa distribuzione può avere un correlatore attorno a 0,5 e perdere meno di mezzo decibel in mono: largo dove serve, stretto dove costa.

In mono i lati non si attenuano: si cancellano. Tutto ciò che hai messo lì non è più stretto — non c'è.

➜ Sulla tua traccia · MISURA LA LARGHEZZA
Domande che ti stai facendo
Il mio pezzo in mono perde molto volume: dove cerco?

In ordine, dalle cause più comuni: 1) qualcosa sotto i 300 Hz è in stereo — un basso con chorus, un sub allargato; 2) un ritardo fra i canali fra 1 e 8 ms su un elemento importante (filtro a pettine, Compl. 8); 3) un allargatore mid/side spinto su un bus. Il modo più veloce di trovarlo: silenzia un gruppo alla volta ascoltando in mono, finché il volume smette di calare.

Un correlatore a zero è sempre un problema?

No: significa che i canali sono scorrelati, non in opposizione. Su un pad o su una texture di fondo è normale e non fa danni, perché quegli elementi non portano informazione essenziale. Diventa un problema quando il valore del bus intero sta a zero durante una sezione piena, perché allora metà del mix è nei lati.

Posso allargare il basso se lo tengo sopra i 150 Hz?

Sì, ed è la soluzione corretta: sub in mono sotto i 100–120 Hz, strato di carattere sopra, e la larghezza solo su quello. Ottieni un basso che sembra ampio senza mettere in gioco la parte che porta il peso. È lo stesso principio della divisione in strati del Complemento 7, applicato allo spazio invece che alle armoniche.

Gli allargatori stereo funzionano davvero?

Fanno esattamente quello che dicono: alzano il livello dei lati rispetto al centro. Il problema non è il dispositivo, è che quell'operazione ha un costo misurabile — più larghezza significa più energia che sparisce in mono. Usato al 10–20% su elementi non essenziali è innocuo; usato sul bus di mix al 50% è una decisione che paghi in ogni club.

Perché in cuffia sembra più largo?

Perché in cuffia ogni orecchio sente solo il suo canale, mentre con gli altoparlanti ciascun orecchio sente entrambi (l'onda gira intorno alla testa). La separazione è quindi molto più netta, e la larghezza sembra maggiore di quanto sarà su qualunque impianto. È il motivo per cui la larghezza va decisa sui monitor e verificata in cuffia, mai il contrario.

Errori comuni

I principi di questo capitolo

Da portare con te

M = (L+R)/2 sopravvive · S = (L−R)/2 sparisce.
Fino al 25% di energia nei lati la perdita è sotto 0,5 dB; oltre il 50% è di 3.
La curva è piatta all'inizio e precipita: larghezza moderata quasi gratis, estrema quasi sempre errore.
Correlatore sul bus, in sezione piena: sotto 0,3 verifica subito.
La larghezza costa poco in alto e tutto in basso.
In cuffia sembra sempre più largo di quanto sarà.

Esercizio

Uno: misura la differenza di volume percepito fra stereo e mono sul tuo pezzo. Due: se supera 1–2 dB, silenzia un gruppo alla volta finché non smette di calare. Tre: sposta la larghezza dai medi-bassi agli acuti e verifica che il correlatore salga. Quattro: confronta le leggi di panoramica a −3 e −6 dB sul tuo kick centrale.

È riuscito se…

…sai dire, del tuo pezzo, quanta energia sta nei lati e quanto perdi in mono — due numeri, non una sensazione. E se, quando qualcosa sembra stretto, la tua prima mossa è guardare in che banda hai messo la larghezza invece di alzare un allargatore.

Spazio di creatività

C'è una lettura di questo capitolo che vale più della compatibilità: i lati sono l'unico posto dove puoi mettere qualcosa che alcuni ascoltatori non sentiranno mai. Suona come un difetto, ma è anche una possibilità: una texture che esiste solo in cuffia, un dettaglio che si rivela quando qualcuno ascolta col buon impianto e sparisce in metropolitana. Molti dischi che consideriamo profondi lo sono esattamente per questo — nascondono qualcosa nei lati, e chi li riascolta in condizioni migliori trova materiale nuovo. La regola resta: niente di essenziale nei lati. Ma «niente di essenziale» non significa «niente»: significa che lì va messo ciò che è un regalo, non ciò che è la struttura.